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1. Il consorzio ha scopo consortile a valenza mutualistica in favore dei soci e non si prefigge finalita' di lucro per le operazioni economiche da esso gestite, e, nell'ambito di un progetto organico, promuove e sostiene lo sviluppo, il coordinamento e la razionalizzazione delle attivita' economiche e sociali delle imprese socie operanti nel settore della produzione del latte di bufala mediterranea italiana. La natura giuridica di tale societa' e' individuata in conformita' all'articolo 3, comma 1, lettera c) del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102 per quanto concerne le forme giuridiche delle organizzazioni di produttori, con particolare riferimento alle organizzazioni di produttori del settore lattiero caseario di cui al regolamento (ue) n. 1234/2007 come modificato dal regolamento (ue) n. 261/2012 del 14/03/2012 e del decreto del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali del 12 ottobre 2012 al fine di promuovere e regolamentare lo sviluppo, il coordinamento e la razionalizzazione delle attivita' economiche e sociali degli allevatori operanti nel comparto zootecnico bufalino dell'area di produzione della mozzarella di bufala mediterranea italiana campana dop. 2. Il consorzio, nell'ambito del settore lattiero caseario bufalino e nel quadro degli articoli 122 e 126-bis del predetto regolamento (ce) n. 1234/2007, ai fini dell'ottenimento dei riconoscimenti di propria competenza si conforma, per quanto compatibili, alle procedure ed ai principi stabiliti dal predetto decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102 e dal decreto ministeriale n. 85/trav del 12 febbraio 2007 del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e al rispetto delle prescrizioni della pertinente normativa comunitaria. 3. In applicazione di quanto stabilito dall'articolo 126-quater, paragrafo 2, lettera a) del regolamento (ce) n. 1234/2007 il consorzio ha come obiettivi prioritari la standardizzazione del livello qualitativo delle produzioni mediante adozioni di disciplinari negoziazione e la sottoscrizione, a nome degli allevatori aderenti, di contratti per la consegna di latte crudo da parte degli allevatori ad un trasformatore di latte crudo o a un raccoglitore, ai sensi dell'articolo 126-quater del medesimo regolamento (ue) n. 1234/2007 e per esso, pertanto, non si applicano le disposizioni di cui all'art. 3, comma 2, lettera a), punto 3), del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, ossia l'obbligo di far vendere almeno il 75 per cento della propria produzione direttamente dall'organizzazione, con facolta' di commercializzare in nome e per conto dei soci fino al venticinque per cento del prodotto; in tale ambito, il consorzio ha come ulteriori e necessari scopi principali quelli di: a) assicurare la programmazione della produzione e l'adeguamento della stessa alla domanda, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo; b) concentrare l'offerta e commercializzare direttamente, ma senza obbligatorieta', la produzione degli associati; c) partecipare alla gestione delle crisi di mercato; d) ridurre i costi di produzione e stabilizzare i prezzi alla produzione mediante razionalizzazione, standardizzazione e meccanizzazione dei processi produttivi; e) promuovere pratiche colturali e tecniche di produzione rispettose dell'ambiente e del benessere degli animali, allo scopo di migliorare la qualita' delle produzioni e l'igiene degli alimenti, di tutelare la qualita' delle acque, dei suoli e del paesaggio e favorire la biodiversita', nonche' favorire processi di rintracciabilita', anche ai fini dell'assolvimento degli obblighi di cui al regolamento (ce) n. 178/2002; f) assicurare la trasparenza e la regolarita' dei rapporti economici con gli associati nella determinazione dei prezzi di vendita dei prodotti anche mediante la redazione di contratti tipo compatibili con la normativa dell'unione per la vendita di latte crudo agli acquirenti e/o la fornitura di prodotti trasformati ai distributori e ai dettaglianti, tenendo conto della necessita' di ottenere condizioni concorrenziali eque e di evitare distorsioni del mercato; g) realizzare iniziative relative alla logistica; h) adottare tecnologie innovative; i) favorire l'accesso a nuovi mercati, anche attraverso l'apertura di sedi o uffici commerciali o attraverso ricerche e studi di mercato. L) migliorare la conoscenza e la trasparenza della produzione e del mercato, anche mediante la pubblicazione di dati statistici sui prezzi, sui volumi e sulla durata dei contratti per la consegna di latte crudo precedentemente conclusi e la realizzazione di analisi sui possibili sviluppi futuri del mercato a livello regionale, nazionale e internazionale; m) mantenere e sviluppare il potenziale produttivo del settore lattiero-caseario, tra l'altro promuovendo l'innovazione e sostenendo programmi di ricerca applicata e sviluppo, al fine di sfruttare appieno il potenziale del latte e dei prodotti lattiero-caseari, soprattutto al fine di creare prodotti a valore aggiunto che attraggano maggiormente il consumatore. 4. Per la realizzazione di programmi finalizzati all'attuazione degli scopi di cui sopra, il consorziob. Dop -o. P. Costituisce un fondo di esercizio alimentato da contributi degli aderenti, calcolati in base ai quantitativi o al valore del prodotto effettivamente trattato o commercializzato con possibili integrazioni di finanziamenti pubblici, in conformita' a quanto disposto in materia di aiuti di stato. 5. In aggiunta agli scopi prioritari e principali di cui ai commi 1, 2 e 3, il consorzio, si prefigge altresi' di: a) assistere, tutelare, rappresentare e difendere gli allevatori bufalini per gli accordi di compravendita del latte di bufala mediterranea italiana con i trasformatori del settore lattiero caseario, anche al fine di garantire lo sviluppo sostenibile della produzione ed assicurare un piu' equo tenore di vita ai produttori di latte della filiera produttiva della mbc dop (mozzarella di bufala mediterranea italiana campana dop), sostenendo i principi della democrazia economica fondata sul confronto di idee e di proposte tra forze politiche e forze sociali rappresentative in ambiti istituzionali e con appropriati strumenti e metodologie di concertazione. Promuovendo la concertazione con gli enti locali, le regioni, il governo nazionale e le istituzioni dell'unione europea affermando la sua rappresentativita' ed utilizzando la sua capacita' di proposta, di iniziativa e di mobilitazione delle categorie rappresentate; b) esercitare la possibilita' di vendere direttamente almeno il 75 per cento della produzione dei soci, con possibilita' di commercializzare in nome e per conto dei soci almeno il 25 per cento del prodotto; c) ottenere preventivamente un mandato espressamente conferito da ciascun socio produttore ove e' precisata la quantita' di latte per la quale e' conferito il mandato e il periodo di validita' del mandato stesso. Tale quantita' non deve essere inferiore al 75 per cento della media aritmetica delle quantita' di latte consegnate negli ultimi due anni, cosi' come previsto dal reg. Ce 216/2012 e d. M. 12 ottobre 2012 n. 0015164 g. U. 10 dicembre 2012 n. 287. Le trattative da parte del consorzio possono avere luogo indipendentemente dal fatto che ci sia o meno un trasferimento di proprieta' del latte crudo dagli allevatori al consorzio e indipendentemente dal fatte che il prezzo negoziato sia o meno lo stesso per la produzione congiunta di alcuni o di tutti i soci produttori aderenti. D) chiedere il riconoscimento o la registrazione di marchi di qualita', di garanzia della produzione, nonche' di tutela delle dop, igp e stg ai sensi, rispettivamente, del regolamento (ue) n. 1151/2012 del parlamento europeo e del consiglio, del 21 novembre 2012 , sui regimi di qualita' dei prodotti agricoli e alimentari. 6. Le trattative del consorzio non possono riguardare il latte interessato da un obbligo di consegna derivante dalla partecipazione degli allevatori a una cooperativa. 7. Ai fini della contrattazione, le consegne di latte crudo ai primi acquirenti di latte di bufala mediterranea italiana devono formare oggetto di contratto scritto fra le parti, conformemente a quanto stabilito all'articolo 62 della legge 24 marzo 2012 n. 27 (contratti scritti obbligatori) ed i contratti in questione definiscono i prezzi, il calendario, il volume delle consegne, la durata del contratto, la modalita' di raccolta del latte, i tempi e le procedure del pagamento. 8. Il consorzio puo' svolgere ulteriori funzioni, attivita' ed operazioni quali: a) studiare e realizzare un piano progettuale unitario e integrato, di carattere strategico, fra tutte le imprese consociate, con lo scopo di programmare ed accompagnare investimenti produttivi, interventi infrastrutturali complementari e servizi avanzati nei settori del comparto degli allevatori bufalini dell'area mbc dop, tale da assicurare significativi e positivi effetti economici e sociali specie con riguardo alla qualificazione delle produzioni, all'incremento occupazionale e al miglioramento dell'efficienza aziendale delle imprese; b) mettere a punto ed eventualmente sottoporre al governo nazionale o altri istituti da esso indicati, la proposta di un piano progettuale per la stipula di un accordo di programma ai sensi e per gli effetti del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 96 e della delibera cipe del 25. 02. 1994 e loro successive modifiche ed integrazioni, finalizzato a sostenere azioni di sviluppo economico e produttivo nel comparto delle filiere zootecniche; c) promuovere programmi e/o azioni di sviluppo integrate per tutti il comparto delle filiera bufalina dell'area dop, finalizzate a sostenere interventi singoli e/o collettivi pubblici - privati o misti, nell'ambito degli strumenti di programmazione regionale, nazionale e/o comunitaria per facilitare l'accesso ad agevolazioni finanziarie e/o normative in favore degli investimenti e per i servizi nel comparto, compatibilmente con la normativa cogente di regolamentazione delle organizzazioni di produttori; d) promuovere piani integrati territoriali o di filiera destinati a cofinanziare iniziative produttive e di servizio da parte dei soggetti privati, pubblici e misti operanti nel comparto della filiera bufalina dell'area dop ; e) promuovere, anche con soggetti istituzionali, iniziative integrate e puntuali volte ad incrementare i livelli ed i dispositivi di sicurezza e di legalita' nei settori interessati del comparto delle filiere zootecniche delle regioni interessate dalla dop mbc al fine di ridurre i rischi derivanti dal condizionamento malavitoso esterno assicurando, al tempo stesso, una civile evoluzione alla imprese e un ambiente civile per gli addetti nel comparto; f) promuovere iniziative di marketing territoriale al fine di stimolare il coinvolgimento di imprenditori anche dell'indotto ed indiretti all'area zootecnica bufalina , per favorirne l'orientamento e l'inserimento, allo scopo facilitando forme di partenariato economico, commerciale e imprenditoriale nonche' assicurando loro i necessari supporti; g) stipulare, nella veste di organismo collettivo, apposite convenzioni con soggetti istituzionali a livello nazionale, comunitario e regionale per la gestione, a titolo esemplificativo, di intese o accordi di programma - contratti d'area - sovvenzioni globali; h) svolgere, anche attraverso consulenze specialistiche esterne al consorzio, attivita' di preventiva istruttoria, valutazione e selezione dei progetti presentati dai soggetti interessati a nuove iniziative produttive, od all'ampliamento di preesistenti impianti di servizi, nonche' di gestione e controllo dell'impiego delle risorse assegnate e per l'esecuzione di ogni altro adempimento; i) promuovere protocolli e/o accordi di programma o di altra natura pubblica in materia di sicurezza e legalita' territoriale, di snellimento delle procedure amministrative da parte della pubblica amministrazione e di ogni altro fattore riguardante l'efficienza del sistema economico, sociale ed amministrativo locale al fine di migliorare le condizioni generali nelle quali operano le imprese; j) accelerare e diffondere un reale processo di razionalizzazione fra le strutture imprenditoriali del settore al fine di assicurare un'adeguata presenza sul mercato con conseguente incremento qualitativo e quantitativo della domanda; k) predisporre strumenti idonei a raggiungere e consolidare l'acquisizione collettiva dei livelli di qualita' e salubrita' aziendale attraverso l'aggiornamento delle strutture igieniche delle stalle e delle produzioni lattiere e la ricerca nei campi della selezione e della riproduzione genetica del bestiame nel presupposto di sviluppare la difesa degli allevamenti zootecnici bufalini minacciati da nuove e vecchie emergenze; l) studiare e diffondere metodologie e processi operativi in grado di assicurare la provenienza garantita della materia prima, nel rispetto del vigente disciplinare della dop mbc e attraverso un sistema di controllo e selezione, praticato congiuntamente sia dagli operatori agricoli sia da quelli della trasformazione nell'ambito di procedure volontarie di autocontrollo e garanzia; m) curare il miglioramento della qualita' del processo produttivo nelle aziende di allevamento favorendo nuove tecniche zootecniche, la genetica del bestiame, la destagionalizzazione dei parti ed il controllo qualitativo dell'alimentazione animale; n) introdurre e diffondere nuove tecniche e pratiche di allevamento, trasformazione e conservazione, attraverso l'impiego di adeguate tecnologie e di una efficace interazione con gli operatori della ricerca scientifica; o) favorire, fra le imprese del comparto delle filiere zootecniche bufaline, la messa a punto di percorsi aziendali in grado di risolvere definitivamente le carenze strutturali ed organizzative nella prospettiva di facilitare l'accesso, da parte di tutte le imprese, alla certificazione con il marchio "dop" e, se del caso, alla ulteriore valorizzazione del prodotto locale attraverso appropriate denominazioni e/o caratterizzazioni locali; p) elaborare studi mirati a sostenere l'associazionismo intersettoriale fra le imprese, sia quelle di allevamento sia di trasformazione, sul fronte della messa in comune di capacita' e azioni di marketing in grado di valorizzare il comparto e le economie di scala fra le aziende e di tutelare e diffondere l'immagine degli allevatori bufalini produttori di latte per la "mozzarella di bufala mediterranea italiana campana dop" e gli eventuali ulteriori prodotti integrati, presso i consumatori; q) curare la formazione degli allevatori con riguardo alla gestione tecnico/economica dell'allevamento zootecnico bufalino da latte e da carne, alle principali normative fiscali e sanitarie ed ai relativi adempimenti settoriali; r) curare la formazione e/o riqualificazione del personale direttivo e tecnico sulle tecniche di allevamento, di produzione del latte e di trasformazione, sui punti critici del processo tecnologico di produzione, sulle nuove tipologie del prodotto da immettere sul mercato, sulla commercializzazione dei prodotti del settore, senza peraltro trascurare lo sviluppo dei profili e percorsi professionali finalizzati ad assicurare la qualita' delle risorse umane impiegate; s) promuovere iniziative di assistenza tecnica e di informazione - formazione per favorire l'adozione di soluzioni comuni e collettive con riguardo ai servizi legati: ai trasporti ed alla raccolta del latte bufalino, allo smaltimento e alla valorizzazione agronomica dei reflui zootecnici; al riciclaggio dei residui della lavorazione del latte; alla realizzazione di laboratori comuni per il controllo sanitario, per la ricerca scientifica e il miglioramento genetico del bestiame, da attuarsi in un rapporto sinergico ed efficace con le istituzioni tecnico - scientifiche regionali e nazionali; alla creazione di una rete distributiva comune; all'acquisizione accentrata degli ordinativi; t) fornire specifica assistenza tecnica agli operatori del comparto per pervenire ad una maggiore e costante stabilita' dei prezzi nell'ambito del ciclo economico di filiera al fine di consentire la migliore programmazione e remunerazione dei fattori aziendali; u) promuovere iniziative atte a facilitare la creazione di nuovi posti di lavoro in armonia con la crescita economica e tecnologica del comparto; v) assistere tecnicamente le imprese per facilitare la realizzazione di progetti aziendali volti ad incrementare ed espandere l'innovazione del prodotto mediante l'allargamento del processo produttivo a nuovi e sperimentali prodotti, quali, ad esempio non esaustivo: ricotta, yogurt, carne ecc. ; w) promuovere le realizzazione di programmi e/o la costituzione di societa', agenzie o enti di carattere collettivo, aperti alla partecipazione degli operatori privati e delle istituzioni pubbliche, aventi lo scopo di razionalizzare le azioni di valorizzazione commerciale del latte di bufala mediterranea italiana nell'area di produzione della "mozzarella di bufala mediterranea italiana campana dop" nel quadro dei programmi promozionali per far conoscere il comparto ai consumatori; x) promuovere lo studio e le messa in opera di soluzioni tecnologiche avanzate in materia di informazione, quali ad esempio non esaustivo: portali, siti web, reti informative dedicate e commercio elettronico, al fine di facilitare l'adeguamento al mercato della "nuova economia" delle imprese e dei loro addetti; y) studiare e programmare, anche con il ricorso ad organismi esterni, appropriate politiche e moderne tecniche gestionali volte alla riduzione di costi gestionali delle imprese nella prospettiva di una loro sempre maggiore competitivita'. Z) promuovere eventuali azioni collettive e di settore a tutela della rintracciabilita' e provenienza certa del prodotto impiegato nella lavorazione della mozzarella di bufala mediterranea italiana campana dop,anche mediante opportune segnalazioni e attivita' di supporto verso le autorita' garanti della concorrenza e della salute del consumatore e,comunque,gli organi amministrativi e giudiziari deputati alla tutela del diritto alla salute ed alla trasparenza; aa) porre in essere e perseguire forme ed iniziative di rappresentanza istituzionale, economica e di servizio utilizzando linee progettuali e programmi operativi nell'ambito del sistema di rappresentanza e dei servizi; bb) garantire la tutela ed incentivare lo sviluppo anche attraverso la promozione di adeguate politiche sociali - della persona e della sua professionalita', considerando il ruolo che la famiglia e i valori di solidarieta' sociale rappresentano nella societa'; cc) realizzare iniziative e programmi culturali per la crescita della conoscenza, della sensibilita' e dell'educazione pubblica sui temi della sicurezza alimentare e ambientale, anche ricercando alleanze con associazioni, enti, scuole ed universita' che perseguano le medesime finalita'. Il consorzio svolge le attivita' di cui ai precedenti punti: m), n) o), p), q), r), s), t), v), y), informando adeguatamente le organizzazioni professionali partecipanti al capitale della societa' medesima. 9. Il consorzio svolge la sua attivita' con criteri di economicita' senza fini di lucro e non puo' distribuire utili sotto qualsiasi forma ai suoi consociati, anche a norma dell'articolo 4 della predetta legge n. 240/81, e non esplica alcuna attivita' principale produttiva di reddito. 10. Per la propria gestione e per il suo funzionamento, il consorzio si puo' avvalere delle agevolazioni finanziarie e fiscali eventualmente previste dalle relative normative nazionale, regionale e comunitaria oltre che dei mezzi finanziari forniti a titolo di contribuzione dai propri soci ed eventualmente dagli organi istituzionali, meglio specificati nel successivo articolo 26. 11. Il consorzio per le procedure previste dalla normativa vigente circa i controlli delle produzioni di latte di bufala mediterranea italiana, si riporta a quanto stabilito dal d. M. 14 gennaio 2013 "disposizioni per la rilevazione della produzione di latte di bufala, in attuazione dell'art. 7 della legge 3 febbraio 2011, n. 4" (g. U. N. 84 del 10-04-2013) e, in ogni caso, puo' sempre effettuare controlli sulla produzione di latte dei soci, sia per gli aspetti qualitativi e sia quantitativi, oltre che nelle fasi di produzione anche in quelle di commercializzazione, cosi' come previsto dal regolamento ce 261/2012 e dal dm 12 ottobre 2012. 12. Tramite uno o piu' regolamenti interni, adottati dall'organo amministrativo ed approvati dall'assemblea, il consorzio definisce le modalita' di produzione (intese sotto il profilo sia qualitativo e sia di programmazione e di organizzazione), di conferimento, di immissione sul mercato, se cio' previsto, nonche' le modalita' di controllo della produzione dei soci.
Parole chiaveL'azienda Consorzio Nazionale Produttori Latte Di Bufala Mediterranea Italiana Dell' Areale Di Produzione Della Mozzarella Di Bufala Campana Dop (Mbc Dop) Società Cooperativa Consortile A R.l. appartiene al macrosettore Altri servizi non finanziari e si occupa di Altri servizi non finanziari. L'attività economica con codice ATECO 94.99.90 è: Attività di altre organizzazioni associative nca.
L'azienda Consorzio Nazionale Produttori Latte Di Bufala Mediterranea Italiana Dell' Areale Di Produzione Della Mozzarella Di Bufala Campana Dop (Mbc Dop) Società Cooperativa Consortile A R.l. è nota anche con le denominazioni: "CONSORZIO NAZIONALE PRODUTTORI LATTE DI BUFALA MEDITERRANEA ITALIANA DELL' AREALE DI PRODUZIONE DELLA MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP", "MBC DOP" e "SOCIETA' COOPERATIVA CONSORTILE A R.L.".